Nel 2026, il settore terziario italiano potrebbe evidenziare la mancanza di ben 275mila posti di lavoro, con oltre 200mila vacanze nei comparti dei servizi e del turismo. Questa cifra è destinata ad aumentare, toccando i 470mila entro il 2035. Secondo le stime, la carenza di personale sarà influenzata da vari fattori, tra cui l’invecchiamento della popolazione e la difficoltà di attrarre talenti giovani. La situazione solleva preoccupazioni per la capacità del settore di sostenere la crescente domanda, specialmente in un periodo di ripresa economica post-pandemia. È fondamentale per le istituzioni e le aziende adottare misure strategiche, come investimenti nella formazione, per affrontare questa sfida. Una carenza di lavoratori potrebbe compromettere non solo la qualità dei servizi offerti, ma anche la competitività dell’Italia a livello internazionale.
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