Tutti oggi lo descrivono come un serio liberista. In realtà il professore è più vicino all’«eresia» dell’economia sociale di mercato. Ma la sua forza sta soprattutto nei legami giusti, come fu con la Fiat. Da commissario europeo incassò anche sconfitte e si contrappose a Merkel e a Sarkozy, che oggi fanno il tifo per lui.